C’è una clausola che nei provvedimenti di separazione e divorzio compare quasi sempre, spesso senza che le parti le diano troppo peso: l’adeguamento ISTAT dell’assegno di mantenimento.
Una clausola tecnica, apparentemente neutra.
Ma in un momento storico come quello attuale, segnato da un’inflazione significativa, quella stessa clausola sta diventando — per molti — un problema concreto.
📌 Cos’è l’adeguamento ISTAT (e perché esiste)
L’assegno di mantenimento è soggetto, di regola, a rivalutazione annuale automatica sulla base degli indici ISTAT dei prezzi al consumo.
La logica è semplice:
se aumenta il costo della vita, deve aumentare anche l’importo del mantenimento, per evitare che perda valore nel tempo.
👉 In teoria, è una forma di equilibrio.
👉 In pratica, oggi rischia di diventare uno squilibrio.
⚖️ Il nodo reale: gli stipendi non seguono l’ISTAT
Qui sta il punto che, nella pratica forense, vediamo ogni giorno.
Mentre:
- l’assegno di mantenimento si adegua automaticamente all’inflazione
- i prezzi aumentano
- il costo della vita cresce
gli stipendi, nella maggior parte dei casi:
- non sono indicizzati
- non aumentano nella stessa misura
- restano fermi o crescono molto meno
📉 Il risultato è evidente:
chi è obbligato al pagamento si trova a sostenere un importo crescente senza un corrispondente aumento del reddito.
👩⚖️ Cosa succede nella realtà?
Da un lato:
- chi riceve il mantenimento vede giustamente aumentare le spese quotidiane (casa, cibo, scuola, figli)
Dall’altro:
- chi paga si trova in difficoltà crescente, perché il proprio reddito reale si riduce
👉 È qui che il sistema mostra una frizione.
L’adeguamento ISTAT nasce per tutelare il potere d’acquisto.
Ma quando è “a senso unico”, rischia di creare uno squilibrio tra le parti.
⚠️ Attenzione: non è una scelta
Molti assistiti lo chiedono:
“Posso non applicare l’aumento ISTAT quest’anno?”
La risposta è chiara: no.
Se l’adeguamento è previsto nel provvedimento:
- è automatico
- non serve una richiesta dell’altro genitore
- non è facoltativo
Il mancato adeguamento può esporre a:
- richieste di arretrati
- azioni esecutive
🔄 Quando si può intervenire davvero?
Se l’aumento ISTAT diventa insostenibile, l’unica strada corretta non è “saltarlo”, ma:
👉 chiedere una revisione dell’assegno
Questo è possibile quando intervengono:
- cambiamenti rilevanti nella situazione economica
- perdita o riduzione del reddito
- aumento significativo delle spese
- nuovi equilibri familiari
In questi casi, si può chiedere al giudice di rideterminare l’importo, riportandolo a un equilibrio reale.
🧭 Una riflessione (oltre la norma)
Il meccanismo dell’adeguamento ISTAT funziona bene in un sistema in cui:
- i redditi crescono insieme ai prezzi
Ma quando questo non accade, emerge una domanda più ampia:
👉 È ancora uno strumento di equilibrio, o rischia di diventare una rigidità?
Nel diritto di famiglia, più che altrove, le regole devono restare aderenti alla realtà.
Perché dietro ogni assegno non c’è un numero, ma una relazione — e spesso, una difficoltà condivisa.
💬 In sintesi
- L’adeguamento ISTAT è automatico e obbligatorio
- Serve a mantenere il valore reale dell’assegno
- Ma oggi può creare squilibri, perché i redditi non crescono allo stesso modo
- Se diventa insostenibile, l’unica strada è la revisione giudiziale
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